Recensione “Shatter Me” di Tahereh Mafi #1 Shatter Me

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Ciao a tutti amici,

oggi vi parlerò del mio primo volume della serie Shatter Me – titolo uguale al romanzo, di Tahereh Mafi, uscito qualche anno fa. Ristampa di “Schegge di me“, serie distopica e romantica irresistibile, pubblicata dalla casa editrice Rizzoli con una nuova copertina – questa volta uguale all’originale, che mi ha subito colpito e suscitato curiosità, accresciuta sempre di più leggendo la trama.

Buona lettura 😀

trama

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Titolo: Shatter Me Autore: Tahereh Mafi Data di uscita: 2 Maggio 2012 / 9 giugno 2016 Editore: Rizzoli Prezzo: 16,00 € Pagine: 360 Shatter me #1

264 giorni segregata in una cella, senza contatti con il mondo. Juliette non può parlare con nessuno, e nessuno deve avvicinarla, perché ha un potere terribile: se tocca una persona la uccide. Agli occhi dell’organizzazione che l’ha rapita il suo potere è un’arma stupefacente, per lei è una maledizione. Un giorno però nella cella viene spinto Adam. Juliette non vuole fargli del male, e così lo tiene a distanza. Ma Adam non sa del suo potere, e mentre lei dorme in preda agli incubi la prende tra le braccia per confortarla. Da quel momento tutto cambia, perché Adam, immune al tocco di Juliette, è l’unico che può accettarla così com’è. Insieme progettano la fuga, alla ricerca di un mondo che non la consideri più né un’arma né un mostro, ma una persona speciale, che con il suo potere può fare la differenza.

 

Shatter Me:

1.  Shatter Me
1.5.  Destroy Me
2.  Unravel Me
2.5. Fracture Me
3. Ignite Me

recensioneShatter Me, come iniziare questa recensione se non elencando tutti i suoi pregi? Bellissimo, diverso da ogni libro che io abbia letto, intrigante la trama e soprautto il modo in cui è stato scritto, con le sue parole ripetute e i testi barrati (in questo modo) come a descrivere pensieri inespressi della nostra protagonista. Un libro innovativo ai miei occhi su ogni genere di lettura letto fin adesso, che sia distopico o fantasy, ha quel qualcosa che nessuno ha mai scritto, quel qualcosa che ci attira. Sarà l’occhio enigmatico e bellissimo della copertina? Può essere! Infatti questo libro è stato pubblicato qualche anno fa sempre per la casa editrice Rizzoli, ma la storia era stata interrotta col suo primo volume. Sarà stata la vecchia copertina non troppo bella a non destare scalpore? Beh di certo la nuova scelta della cover, uguale tra l’altro a quella originale, ha suscitato molta curiosità, e se prima passava inosservato, adesso si fa subito notare.

Eh, ma non tutti sono pregi, e anche su questo romanzo ho sempre qualcosina da dire, e la prima critica la dedico alla Rizzoli: Scusate eh, ma vi siete almeno degnati di dare una controllata alla traduzione prima di fare le ristampe? Io ho notato tantissimi errori, sia grammaticali che di battitura, e per non essere totalmente smentita o presa per pazza, ho documentato con foto alcuni dei pezzi del libro in cui trovavo gli errori, e adesso vi metto una prova. Quella che mi ha fatto più inorridire e deludere perché era un pezzo importante della storia, la rivelazione iniziale che ha poi dato il via a tutta la vera storia.

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Adesso pure io soffoco, ma ci avete capito qualcosa? Poi beh, la punteggiatura è tutto un mistero misterioso in questo libro. Girovagando per i social e confrontandomi con altre persone che hanno già letto questo romanzo nella vecchia stampa di “Schegge di me”, ho acquisito la notizia che: questi errori erano già tutti presenti nella vecchia traduzione. Sarebbe stato meglio da parte della CE, fare una seconda traduzione o comunque rivedere la prima.

Va beh, adesso vi dico la mia sulla storia, cercherò di mettere gli errori da parte per cinque minuti e dare un giudizio obiettivo. La storia è la storia, e la Rizzoli è la Rizzoli.

Juliette è la nostra protagonista femminile, nonché voce narrante della storia, diciassette anni, tre degli ultimi di cui non tocca più nessun’altro essere umano. L’ultima volta che ha toccato qualcuno, è successo qualcosa di terribile da cui non si può tornare indietro, nessuna redenzione possibile. Già da piccola, i suoi genitori si erano accorti che qualcosa in lei era diverso, sbagliato, mostruosa,  che chiunque la toccasse si indeboliva, e più a lungo durava il tocco, più era pericoloso. Fino al giorno in cui qualcosa successe.

Mi sento umana. Forse potrei davvero trovare il mio posto nel mondo. Forse non sono destinata a diventare  un mostro. Forse non sono un mostro. Forse le cose possono cambiare.

Juliette possiede una maledizione. Nessuno riesce a starle vicino, nemmeno i suoi genitori che dovrebbero amarla per quella che è la odiano; è sola, smarrita e piena di odio per se stessa. A scuola tutte le stavano alla larga, avvertiti del fatto che portava solo guai e dolore. Era costretta a subire maltrattamenti dai suoi coetanei che la trattavano come un mostro. Finché i genitori presero la decisione di tenerla al sicuro rinchiuderla, completamente da sola per 264 giorni, giorni in cui non può far altro che guardare attraverso la finestra e aspettare sperare che qualcosa accada, che l’uccello bianco che tante volte ha visto in sogno si levi in volo. Una nuova speranza.

Mi sento Viva.

Vorrei soffrire. Vorrei restare mutilata. Vorrei sentirmi respinta. Vorrei riuscire a odiare questa potenza che mi avvolge lo scheletro. Ma non è così. La mia pelle pulsa della Vita di qualcun’altro, ed è una sensazione che non so odiare. Odio me stessa perché ne godo. Godo nell’accogliere una quantità di vita, di speranza e forza superiore a quella che credevo di poter contenere. Il dolore di Jenkins mi dà un piacere che non ho mai chiesto. 

E lui non lascia la presa.

Juliette non sa più come è fuori da quella finestra, aveva lasciato una cittadina in declino, con delle regole e delle limitazioni da rispettare, molto stile distopico.

Ho semplicemente adorato il modo semplice e diretto in cui l’autrice descrive i personaggi, caratterizzandoli al meglio, specialmente con Juliette, vorresti toccarla in qualche modo, consolarla e supportarla nel suo dolore e nel rimpianto.

Un giorno, nella sua cella viene inserito un altro prigioniero pazzo, se lei è pazza anche lui lo sarà. D’altronde quello è un vecchio ricovero. Adam si chiama, ma perché lo hanno messo li dopo tutto questo tempo che l’hanno lasciata da sola, senza una parola?

I suoi occhi, sono abbaglianti, gli occhi più belli e azzurri che Juliette abbia mai visto. Ma la paura di toccarlo o che lui in qualche modo la tocchi, e rischiare di fargli del male, è troppo pericoloso, così si chiude ancora di più in se stessa, ed evita ogni contatto. Ma i giorni passano e le parole aumentano, la voglia di parlare si amplifica, finché un giorno qualcosa succede e i due vengono liberati.

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Tutto questo è il vero principio di ogni cosa, l’inizio della storia, delle rivelazioni e delle verità. Uscita da quella cella, Juliette trova un mondo diverso, diviso in due, da un lato la gente comune sopraffatta e degradata, e l’altro lato la Restaurazione, un gruppo di politici e militari che vogliono cambiare tutto, comandare e dettare le loro leggi, pretendendo di riscrivere la storia e cancellare tutta quella che era stata scritta in precedenza, e hanno bisogno di Juliette. Ma non tutto l’oro è ciò che luccica, quello che inizialmente può sembrare un nuovo avvio, qualcosa che potrebbe cambiare in positivo le cose, è in realtà la distruzione in se.

Il comandante di questo gruppo, Warner, è sempre stato affascinato da Juliette, dal suo potere, dal suo bel faccino. La vuole tutta per sé. Ne è ossessionato. Costretta a stare ai suoi ordini, Juliette inizia a comprende quali siano le intenzioni di Warner nei suoi confronti, quale futuro ha previsto per la sua maledizione, e non ha intenzione di stare al suo gioco.

La Restaurazione promise un futuro troppo perfetto per essere verosimile, la società lo accettò per disperazione. Stavamo vendendo l’anima a un movimento che intendeva approfittarsi della nostra ignoranza. Della nostra paura. Ma non ce ne rendevamo conto.

Adam in tutto questo ha un ruolo piuttosto strano, si rivela tutto il contrario di quello che ci si aspetta e infine ritorna sui suoi passi. L’attrazione che vi è tra lui e Juliette è innegabile, qualcosa di profondo, di vecchio li lega, quando si dice che “uno sguardo dice tutto” con loro è stato esattamente così, anche se non è facile fidarsi di una persona appena conosciuta. E il non poter toccare ed avere qualcosa di cui si è attratti si sa, attira ancora di più.

Può un semplice tocco cambiare la vita ad entrambi? Qualcosa di incredibile e davvero eccezionale succede, e come dice la trama, Adam, grazie ad un incubo e alla sua irresistibile tentazione nel toccarla, scopre di essere immune al suo tocco, quindi poter dare sfogo ai loro desideri è ancora più forte di tutto, del pensiero in cui verte il mondo al di fuori della Restaurazione, di cosa potrebbe succedere se Warner avrebbe la vittoria nelle sue mani.

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Juliette è confusa, non si capacita della situazione in cui verte il mondo, a che punto sia arrivato in quel periodo in cui lei è stata rinchiusa. Vorrebbe fare di tutto per capovolgere la situazione.

Bello bello bello, devo dire che attira molto la curiosità man mano che si legge, questa frase che sto dicendo è di per se un po’ uno spoiler, ma ho notato che non sono la prima Blogger a dirlo e quindi ve lo dico: la realtà di Shatter Me somiglia moltissimo a uno dei fumetti o film della Marvel, già leggendo la trama si può associare facilmente al fumetto di cui parlo, insieme ad un pizzico di Divergent, eccovi in arrivo un perfetto romanzo fantasy dispotico scritto benissimo e con una realtà davvero nuova. Anche se a volte mi è capitato di pensare che avesse un po’ troppe somiglianze. Però, per essere il primo libro di una serie non voglio focalizzarmi su questa cosa, e preferisco aspettare il secondo volume della serie prima di sparare giudizi ed andare troppo avanti con la mente.

In tutto questo po po di roba, vi è una storia d’amore alle prime armi davvero davvero davvero stupenda, avvincente. Una storia piena di dolore e vecchi ricordi, piena di seconde possibilità e nuove emozioni. Emozioni mai provate, che Juliette ed Adam meritano, meritano davvero tanto.

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Lo stile della Mafi è fin stroppo perfetto e ben studiato, anche il resto dei protagonisti è perfetto e collocato nel modo giusto, nel giusto momento. Come ad esempio Warner, il cattivo non cattivo di turno. Cattivo perché lo è davvero, in un modo che ti porta ad avere pena nei suoi confronti, in un modo che ti porta ad avere la speranza di una redenzione o cambiamento, perché anch’esso attira la curiosità di un approfondimento nei suoi confronti. Leggendo vedrete e scoprirete quanti dettagli e tantissime scoperte vi è ancora da fare. Io vi ho raccontato il minimo indispensabile di cui già la trama narrava, adesso non posso fare altro che dirvi di LEGGERLO!

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Io questa sera accenderò una candela di speranza per la Rizzoli, con l’augurio di un maggiore sforzo con la pubblicazione del secondo volume di questa serie, sicuramente in una maggiore accuratezza nella traduzione e soprattutto che non passino anni luce da questa ristampa del primo volume. Dai Rizzoli che la forza sia con te, ce la puoi fare. Altrimenti per il secondo volume tiro su una petizione di protesta e chiedo il rimborso di entrambi i libri cartacei. hihihhi.

Questo voto è esclusivamente per il libro, non valutando gli errori della casa editrice, che se fosse stata per quella avrei dato uno, non potendo dare zero. Perché parliamoci franchi, se fosse stato un romanzo self, saremmo stati tutti li a puntare il dito su ogni virgola o punto. Allora dico io, una casa editrice di questa portata, può permettersi tali errori? A voi la decisione.

Ah vi comunico anche che Shatter Me è stato scritturato per diventare una serie Tv. Felice IO :D!

cuorecuorecuorecuore Assolutamente colpevole.

Baci Rossella.

 

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